1. A chi è rivolto l’accordo Abi-Governo sui mutui?
Possono richiederlo tutte le famiglie che hanno un mutuo a tasso variabile per l’acquisto, la costruzione o la
ristrutturazione della prima casa (abitazione principale).
Tutte le banche che aderiranno all’accordo saranno quindi vincolate (obbligate) a concedere questa
agevolazione ai mutuatari che ne fanno richiesta.
2. Quali sono i tempi dell’operazione? Quale trasparenza?
Le banche entro fine anno dovranno comunicare ai consumatori le varie possibilità per contenere la rata del
mutuo: rinegoziazione, portabilità del mutuo presso altra banca, o eventuale adesione all’accordo Abi-
Governo.
L’Autorità Antitrust ha precisato e questa è stata anche una richiesta delle Associazioni consumatori che le
banche devono redigere fogli informativi sintetici in grado di fornire stime dei costi e dei vantaggi attesi in
base ad esempio alle ipotesi alternative sull’andamento dei tassi e sull’allungamento del finanziamento per
una scelta economicamente razionale ed informata.
Abbiamo chiesto anche al Ministro che nell’accordo la banca sia impegnata ad una informazione periodica
sulla situazione del mutuo e degli addebiti maturati sul conto finanziamento.
3. Di quanto si riduce la rata mensile grazie all’accordo Abi-Governo?
Il riferimento su cui calcolare la nuova rata saranno i tassi di interesse in vigore nel 2006. Per avere un
ordine di idee su un mutuo di circa 100.000 euro di durata 25 anni la riduzione approssimativa è di circa
100 euro, ma un calcolo va fatto mutuo per mutuo in base alla decorrenza e alla durata.
Per fare un esempio se la rata attuale è di circa 800 euro/mese, 700 si dovrà continuare a pagarli; la
differenza sarà invece addebitata su un conto. Per cui a fine anno in quel conto si avrà un debito con la
banca pari a 100 euro per 12 mesi, cioè 1.200 euro. Su questo debito verrà calcolato un tasso di interesse
(Eurirs 10 anni + 0,50%) attualmente del 5,22% (un tasso leggermente inferiore a quello attualmente di
mercato).
Se il mutuo di 100.000 euro fosse di 15 anni, la riduzione della rata indicativamente sarà di circa 50 euro.
4. Aderendo all’accordo il mutuo resta a tasso variabile o diventa a tasso fisso?
ATTENZIONE! IL MUTUO RESTA VARIABILE PER CUI SE NEI MESI SUCCESSIVI GLI INTERESSI
DOVESSERO AUMENTARE, LA RATA DEL MUTUO AUMENTA. A DIFFERENZA DEL PASSATO, RESTA
LA RATA FISSA DA PAGARE E LA PARTE AGGIUNTIVA VIENE ADDEBITATA SUL CONTO. FISSO È
INVECE IL TASSO DI INTERESSE CON CUI VIENE CALCOLATO IL DEBITO ACCUMULATO SUL
CONTO.
5. Quanto costa questa agevolazione?
Nell’accordo non c’è alcun regalo, ma è un’agevolazione molto costosa, poiché ciò che non si paga oggi
viene pagato con un prestito aggiuntivo alla banca al tasso di interesse del 5,22%.
Per avere un’idea, ogni anno di agevolazione comporta circa 2 mesi e mezzo di allungamento del mutuo.
6. Cosa succede se nel futuro i tassi di interesse scendono?
In questo caso, se i tassi di interesse dovessero scendere al di sotto di quelli in vigore nel 2006, si
continuerà a pagare la rata convenuta e la differenza in più andrà in detrazione del debito accumulato sul
conto.
7. Quali sono i vantaggi e i rischi dell’accordo Abi-Governo?
L’agevolazione sta nel fatto di venire incontro a tutte quelle famiglie che non sono più in grado di pagare la
rata, che rischiano di diventare morose o di perdere la casa messa poi all’asta dalla banca.
Il rischio, cioè la conseguenza, è che si aggiunge un altro prestito al mutuo che si dovrà comunque
rimborsare alla banca a fine mutuo o nel corso del mutuo se gli interessi scendono.
8. Ci sono altri costi?
La risposta è “no”. Questa operazione non deve comportare né aumenti di tasse né commissioni a favore
della banca e abbiamo precisato al Ministro che questa norma deve valere per l’intera durata del mutuo.
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