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I mutui e la fiducia del consumatore

Riportiamo un’articolo tratto da "Social Trends, Eurisko" che segnala come negli ultimi anni ci sia stato un grave deterioramento della fiducia del consumatore dovuta, oltre che a cause di ordine politico anche e sopratutto a cause di tipo economico, prima fra tutte la forte diminuzione del potere d’acquisto.

A partire dalla metà del 2007 il Monitor sui Climi Sociali e di Consumo condotto dal Dipartimento Società e Politica di GfK Eurisko ha registrato un brusco peggioramento del sentimento di fiducia del cittadinoconsumatore.

Il deterioramento della fiducia dei cittadini ha motivazioni complesse, che per semplicità possono essere classificate in:
1. cause di ordine economico (generale erosione del potere d’acquisto per una consistente quota di famiglie);
2. cause di ordine politico (insoddisfazione e incertezza circa la capacità della politica nel governare l’attuale situazione di difficoltà).

Del legame tra politica e fiducia del consumatore si riflette diffusamente nell’articolo di A. C. Bosio “Il voto del 13 e 14 Aprile: istruzioni per l’uso”. Questo contributo intende chiarire invece le connessioni tra difficoltà relative al quadro economico e fiducia del consumatore. In particolare si considera il tema dei mutui bancari.

A partire dal 2005 il costo del denaro in Italia, e quindi le rate dei mutui, sono aumentate considerevolmente (i tassi Euribor, parametri utilizzati dalle banche italiane per indicizzare i mutui sono passati dal 2,4-2,5% di dicembre 2005 al 4,4-4,8% di marzo 2008). Negli ultimi mesi il tema del caro mutui (anche in considerazione della crisi dei mutui subprime Americani) ha guadagnato maggior centralità sui giornali e sulle televisioni. I media denunciano sempre più spesso il crescente numero di famiglie in difficoltà per la rata del mutuo (secondo un’indagine Adusbef i pignoramenti sono aumentati dal 2006 ad oggi del 23%).

La domanda a cui si tenta qui di rispondere è:
“pagare il mutuo ,e un certo tipo di mutuo (leggi tasso variabile), ha un effetto depressivo sul sentimento del cittadino consumatore?”
Per rispondere a questa domanda utilizziamo i dati provenienti dalla rilevazione di Dicembre 2007 del monitor sui Climi Sociali e di Consumo.

Gli italiani e i mutui: le dimensioni del fenomeno
Come noto, l’Italia è un Paese a forte vocazione di proprietari di casa (circa l’80% degli italiani sono proprietari della casa in cui vivono - fonte Istat, censimento 2001). Stimiamo che circa il 20% delle famiglie (impieghiamo qui le % di individui anche come indicatori delle % di famiglie) ha contratto negli ultimi 10 anni un mutuo per l’acquisto dell’abitazione. Complessivamente si registra una sostanziale equiripartizione tra mutui a tasso variabile e mutui a tasso fisso. Consistente è la quota di quanti dichiarano di riuscire a saldare le rate con difficoltà. Vive questa condizione di incertezza il 13% delle famiglie, oltre la metà di quelle che pagano un mutuo (figura 2) (in valori assoluti il fenomeno investe circa 2,5 milioni di famiglie e 8 milioni di individui).

La difficoltà nel far fronte al pagamento del mutuo è equamente partecipata tra i sottoscrittori di mutui a tasso variabile e a tasso fisso: in entrambi i casi riguarda oltre la metà dei sottoscrittori: i dati in nostro possesso non sembrano quindi evidenziare un legame tra tipo di mutuo (a tasso variabile) e difficoltà nel rimborsare le rate.

A fronte di una così ampia quota di individui e famiglie che vivono con apprensione l’avvicinarsi delle scadenze del rimborso delle rate, “solamente” 4 famiglie su 1000 (poco meno di 100.000 famiglie) dichiarano di averne effettivamente interrotto il pagamento. Attenzione però!

Se l’esperienza diretta del pignoramento coinvolge un numero veramente esiguo di individui, quella indiretta (conoscenza di famiglie insolventi) è ben più ampia e riguarda circa il 20% degli intervistati.

L’impatto dei mutui sul sentimento dei cittadini-consumatori italiani
Dopo aver definito le dimensioni del fenomeno mutui resta da stabilire l’esistenza di un legame con le percezioni di fiducia. Il pagamento di un mutuo ha ripercussioni sulla fiducia dei cittadini consumatori? Ha un impatto depressivo generale? Eguale tra sottoscrittori di mutui a tasso fisso e a tasso variabile? Limitato alle sole famiglie che riescono a rimborsare le rate a fatica? Complessivamente non si registra un effetto depressivo generalizzato del pagamento del mutuo sulle sensazioni di fiducia del consumatore. Le percezioni circa la propria attuale condizione finanziaria rilevate tra i sottoscrittori di mutui sono analoghe a quelle della popolazione nel suo complesso. Per le prefigurazioni future si registra addirittura un maggior livello di fiducia tra i sottoscrittori di mutui.

Ciò è vero segnatamente per i giovani (la differenza tra previsioni di miglioramento e peggioramento tra i sottoscrittori di mutuo con meno di 35 anni è uguale a -2%, rispetto al -17% tra i coetanei senza mutuo). I giovani, grazie al mutuo, compiono la fondamentale tappa dell’indipendenza abitativa; in considerazione di ciò è possibile che al mutuo sia associata una profondità prospettica e che, tra di Non si osserva un legame diretto tra tipologia di rata e percezioni di fiducia: chi ha scelto il tasso variabile esprime sostanzialmente gli stessi livelli di (s)fiducia di chi ha scelto quello fisso. Tra quanti dichiarano di far fronte alla rata con difficoltà si osserva, invece, un’interessante articolazione del legame mutui-fiducia del consumatore. Chi riesce a rimborsare le rate a fatica appare (prevedibilmente) più pessimista per le proprie condizioni finanziarie attuali, rispetto a chi non vive l’assillo della scadenza della rata.

Le previsioni future per le proprie condizioni economiche di chi fa fatica a pagare la rata non si discostano, invece, da quelle espresse dal resto della popolazione. Anche in questo caso potrebbe giocare il respiro di prospettiva che la scelta dell’acquisto di un’abitazione implica. Resta ora da indagare se la conoscenza di famiglie insolventi costituisca un fattore di potenziale diffusione della sfiducia.

I dati sembrano confermare l’esistenza di pericolo di “contagio” sociale: il 60% degli intervistati che conoscono famiglie insolventi prevede per il prossimo anno un peggioramento delle proprie condizioni economiche (a fronte del 45% tra quanti non conoscono famiglie insolventi). La validità del legame permane anche controllando la relazione per i principali parametri sociodemoculturali. In conclusione, in Italia esiste una questione mutui, tanto più centrale in quanto investe un bene primario (l’abitazione) e causa stress economico in vasti segmenti della popolazione. Sebbene l’esperienza diretta del pignoramento della propria abitazione riguardi fasce assolutamente minoritare, la conoscenza sociale è molto più ampia e costituisce un fattore potenzialmente depressivo per i livelli di fiducia dei consumatori (agendo come moltiplicatore delle percezioni di difficoltà).

La gestione della questione mutui sembra, quindi, richiedere interventi di duplice natura:
1. provvedimenti di politica economica che riducano l’area di disagio sociale (tramite misure redistributive, di sostegno alle famiglie e abitative)
2. azioni di comunicazione sociale che contrastino le potenzialità depressive del “contagio sociale”sulla fiducia dei consumatori.

A cura di Daniele Novello
Ricercatore presso il Dipartimento di Società e Politica di GfK Eurisko

Fonte : "Social Trends, Eurisko"

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