I dati vengono diffusi dalla Relazione Annuale della Banca d’Italia che sottolinea come vengano riscontrati piu’ ritardi nel pagare le rate dei mutui a tasso variabile se confrontati con quelli a tasso fisso. Nonostante negli ultimi due anni il peso dei nuovi mutui a tasso variabile sia diminuito di 37 punti percentuali sul totale dei nuovi finanziamenti per l’acquisto di case, raggiungendo cosi’ il valore medio dell’area euro, l’elevato numero di finanziamenti a tasso variabile erogati negli anni passati fa in modo che l’esposizione delle famiglie italiane ai rischi legati alle variazioni dei tassi di mercato resti piu’ alta rispetto al resto d’Europa.
Per fornire qualche cifra, alla fine del 2007 i mutui a tasso variabile rappresentavano il 72% dei mutui complessivi; il costo dei mutui, sempre nello stesso periodo, e’ aumentato di 8 decimi di punto al 5,5% (contro il 5,3% dell’area euro).
Secondo quanto afferma la Banca d’Italia la qualita’ del credito bancario alle famiglie e’ rimasta elevata e il rapporto fra nuove sofferenze (rate pagate in ritardo) e prestiti esistenti si e’ fermato allo 0,8%. Quindi e’ probabile che l’evoluzione del mercato dei mutui immobiliari abbia contribuito a rendere piu’ fragili le famiglie da un punto di vista finanziario, senza pero’ riflettersi ancora in un aumento dei prestiti in sofferenza. Infatti, nonostante il tasso di insolvenza sia aumentato nel 2007, resta tuttavia su valori abbastanza contenuti.
Per quanto concerne i primi mesi del 2008, le segnalazioni della vigilanza evidenziano una riduzione della consistenza totale dei mutui per acquisto di case.