I continui aumenti dell’Euribor si riflettono pesantemente sui consumatori, quelli che hanno contratto mutui a tasso variabile e che vedranno aumentare ancora la loro rata mensile di una cifra fra i 15 e i 20 euro.
Secondo quanto denunciato da Adusbef, il tasso interbancario denominato in euro, sulla scadenza dei tre mesi e’ salito alla fine di marzo al 4,67 per cento. Inoltre, Adusbef attira l’attenzione sul fatto che, oltre al costo dell’Euribor, i mutuatari pagano agli istituti di credito uno ’spread’, nient’altro che il guadagno delle stesse banche, compreso fra lo 0,8 e l’1,3 per cento.
Infine, se si vuole confrontare la situazione italiana con quella degli altri Paesi dell’Eurozona, la media dei mutui negli altri Paesi e’ del 5,15 per cento, mentre in Italia e’ del 5,78 per cento e, per parlare anche di credito al consumo, nell’Eurozona il tasso medio e’ del 6,92 per cento, mentre nel Belpaese e’ del 7,95 per cento.